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Come si lavora qui

Il laboratorio

Un prompt che funziona una volta è un aneddoto. Qui si prova a farne una cosa che funziona sempre: stessa struttura, stessi vincoli, risultati confrontabili.

Tre modi di lavorare, che poi sono tre modi di non ricominciare da capo ogni volta.

Gli schemi. Un prompt si scompone in quattro pezzi — ruolo, contesto, vincoli, formato della risposta — e quei pezzi si riusano. Cambiare il contesto e lasciare il resto è più veloce che riscrivere, e soprattutto è ripetibile da un'altra persona.

I confronti. Lo stesso prompt su ChatGPT, Claude, Gemini e Copilot non dà la stessa risposta, e le differenze non sono casuali: ognuno ha abitudini sue su lunghezza, struttura e disponibilità a dire «non lo so». Sapere quali servono a scegliere lo strumento invece di litigare con quello che si ha.

I materiali. Archivio dei prompt, esercizi e project work: quello che resta delle quattro lezioni quando il corso è finito.

Serve saper programmare?

No. Serve saper scrivere in modo preciso, che è una competenza diversa e molto più diffusa.

I prompt funzionano su tutti i modelli?

La struttura sì, le sfumature no. Per questo qui i confronti sono una parte del lavoro e non una curiosità.

Questo laboratorio è il corso?

No: il corso sta su promptarchitect.it, sono quattro lezioni su Zoom per otto ore complessive. Qui c'è quello che ci gira intorno.

Il corso completo, con le lezioni e l'attestato

Vai a promptarchitect.it